Le nostre attività
Un video per evidenziare le nostre attività https://youtu.be/TfXA_zewTIE
“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.” Mark Twain Cara socia, caro socio E’ molto difficile scrivere queste poche righe in un periodo come quello che stiamo vivendo. Si rischia di incorrere in una vuota retorica di frasi scontate e banali e sappiamo che non basterà indossare la maschera del sorriso e dell’ottimismo perché le cose cambino in breve tempo. E’ stato un anno che ha visto tanti scenari aperti purtroppo legati a momenti di sofferenza sanitaria, economica, limitazioni di libertà e tanta fragilità psicologica. Un anno anomalo, che non ci ha dato la possibilità di esprimerci di persona e tutte le attività che avevamo programmato sono rimaste nel limbo e posticipate ogni volta che pensavamo di realizzarle concretamente. Ci piace comunque rendervi partecipi di tutto quello che avevamo immaginato per l’associazione: Nel 2020, la Mongolfiera ha compiuto vent’anni di attività e con l’occasione volevamo organizzare una festa, come già preannuciatovi nella lettera di febbraio di quest’anno, richiamando anche le persone che negli anni l’ hanno creata e dedicato tantissimo impegno Dare più vita anche alla sede di Viale Geno a Como, che offrendoci uno spazio più ampio, ci dà la possibilità di organizzare incontri fra noi, per raccogliere le idee e sostenerci, ma anche invitando professionisti legati all’ambito della salute mentale per poterci aprire le menti e essere sempre più di aiuto ai nostri cari. Partecipare anche ad eventi, incontri, dibattiti organizzati anche da altre associazioni sul territorio. Qualcuno è stato fatto con le piattaforme on line, ma non si crea la stessa sinergia della presenza Avremmo voluto organizzare qualche uscita anche con gli utenti, come era già stato possibile tre anni fa a Trento. L’entusiasmo con il quale era stata vissuta questa esperienza, ci ha spinto a pensarne altre. Ma…. qualcosa siamo riusciti a realizzare: Gli ascolti sono proseguiti telefonicamente Tra un DPCM e un altro, è continuata l’attività del Nuovo Social. Molte sono state le persone che hanno usufruito dei pc rigenerati. Purtroppo sono stati sospesi per il Covid i corsi in presenza di alfabetizzazione informatica, ma appena si potrà, verranno ripresi e sappiamo che la coda degli iscritti è lunga. I laboratori creativi, grazie alla nostra arte terapeuta Caroline e al gruppo di Whatsapp, come già comunicatovi sono proseguiti on line, anche se non tutti sono riusciti a partecipare per oggettive difficoltà tecniche. Il gruppo di Whatsapp però è molto attivo e ben affiatato. Inoltre, grazie al DSMD che ci dato l’autorizzazione, è stato realizzato da qualche giorno il “Giardino d’Inverno”. Uno spazio esterno nel parco del S.Martino dove, anche se in numero contingentato, garantisce agli utenti di vivere l’esperienza in presenza. Libera il Tempo. Il progetto continua il suo percorso con grande interesse da parte dei fruitori. L’ educatore ha mantenuto i contatti con il gruppo anche in questo periodo di chiusura. Durante l’estate ci sono stati diversi incontrati anche in presenza facendo uscite passeggiate e pranzi in compagnia. Il gruppo si è sempre tenuto in contatto con videochiamate messaggi e telefonate Con te sto. I nostri volontari hanno dovuto sospendere momentaneamente l’attività presso il CPS, ma appena la situazione lo consentirà saranno di nuovo una presenza attiva e costante EVENTO REALIZZATO IN PRESENZA Il 10 ottobre 2020, abbiamo organizzato, grazie alla sinergia con l’associazione ASVAP 6 di Mariano Comense, il DSMD e la fondamentale partecipazione di Giacomo Puzzo del teatro san Teodoro di Cantu’, la rappresentazione teatrale “la mente Con-Divisa” che ha visto impegnate le figure professionali che supportano annualmente l’associazione. All’interno di un racconto di familiari, ogni professionista , per le sue competenze ha spiegato le dinamiche legate ai problemi psichiatrici. Anna Castelnuovo, psicologa, Maria Grazia Curioni educatrice del DSMD, Marta Castro Cambon, assistente sociale e Elena Monti, avvocato, hanno contribuito con i loro contenuti di elevato spessore professionale. Coordinamento Comasco Salute Mentale(coordinamentocomascosalutementale.org). Siamo molto attivi e presenti al tavolo con le altre associazioni che si occupano di salute mentale. Abbiamo effettuato diversi incontri on line per non perdere mai il contatto che lega la nostra associazione con le altre del territorio. Università del tempo ritrovato del san Martino di Como. Partecipiamo al tavolo di redazione da ben quattro anni. Che dire abbiamo lavorato anche noi in smart working, per fare in modo che l’associazione sia sempre viva e disponibile anche in un periodo come questo. RINNOVO QUOTA ASSOCIATIVA È grazie anche al tuo sostegno che riusciamo a portare avanti le nostre iniziative e a raggiungere i nostri obiettivi , per cui ti chiediamo di continuare ad aiutare la Mongolfiera rinnovando la quota associativa per l’anno 2021 e portando se puoi nuovi sostenitori all’associazione. L’iscrizione ti dà diritto a partecipare alle iniziative e gli eventi organizzati, alle riunioni dell’assemblea dell’associazione, essere informato dei progetti ai quali partecipare. E……. molto importante, le nostre professioniste Anna Castelnuovo, psicologa e Elena Monti, avvocato sono disponibili a consigliarti e sciogliere i dubbi di natura psicologica e legale. Per ogni informazione rivolgersi al numero telefonico dell’associazione 031 5477215 o alla mail: lamongolfieracomo@gmail.com Per rinnovare la tessera ti chiediamo di effettuare il bonifico di € 30 sul c/c bancario Iban: IT71V0521610901000000001684 Banca Creval S.P.A. questo sempre per via del Covid 19 che ci impedisce di raccogliere i soldi in presenza. Tutte le nostre attività e informazioni le trovate sul nostro sito: www.mongolfiera.org Con la speranza di poterci stringere la mano al più presto, vi auguriamo buone feste Il presidente Tiziano Catolfi e tutto il direttivo
Il giorno 23 dicembre dalle 13 alle 16 ci vediamo per un tè e una cioccolata al “Giardino d’Inverno” presso il s. Martino di Como. Sempre nel rispetto delle norme Covid 19 che prevedono mascherina e distanziamento cercheremo di scambiarci gli auguri di Natale. Vi aspettiamo!
La nostra arteterapeuta Caroline con la sua creatività lo ha reso bello ed accogliente….bisogna solo viverlo!
Vi presentiamo “IL GIARDINO D’INVERNO”, ci piace chiamarlo così. Alcuni momenti di lavoro Questa nuova opportunità di incontro è stata creata in sinergia con il DSMD e le Associazioni per far fronte in modo creativo a questa emergenza che non ci permette di stare insieme e fare assembramenti. E’ uno spazio all’aperto che insieme costruiremo, abbelliremo, riempiremo e soprattutto sentiremo nostro. Proviamo con entusiasmo a riproporci, in presenza e con rinnovata creatività
In scena; ” La mente con divisa ” alcune immagini
In occasione della settimana della salute mentale si invita all’evento “La mente Con-Divisa” sabato 10 ottobre 2020 ore 21.00 presso il teatro San Teodoro di Cantù
Scarica la: Delega assemblea 29 settembre 2020
Come associazione vogliamo dedicare un piccolo, ma sincero omaggio ad un uomo che con il suoi umili, ma coraggiosi passi, ha calpestato la nostra stessa strada, ma l’ha resa un luogo impossibile da dimenticare per tutti noi. Pubblichiamo con orgoglio questa testimonianza di chi l’ha conosciuto molto da vicino. Grazie Don Roberto, ci inchiniamo davanti a te ….Quante parole sono state impiegate per ricordare la figura di don Roberto. Tante. Per lui che le misurava, le parole, centellinava il suo dire arricchendolo di sorrisi larghi e sguardi profondi, forse adesso in Paradiso con Dio, ci guarda dall’alto e si rende conto di quanta tristezza ci affligge ma, anche di quanta riconoscenza abbiamo per tutto quello che ha fatto, donando la sua vita agli altri, fino all’ultimo respiro. Quanta visibilità per un sacerdote che voleva rimanere sempre in secondo piano. Non aveva organizzazioni particolari che lo sorreggessero nel suo agire, si muoveva subito quando qualcuno chiedeva aiuto. La porta della sua casa era sempre aperta a tutti. Morto. Ucciso in mezzo alla strada come l’ultimo dei malfattori, vicino alla sua chiesa, intanto che preparava le colazioni per i suoi assistiti: tutti gli ultimi della città. Latte, pane, coperte, vestiti, di tutto si preoccupava per il singolo bisognoso. La sua Panda, il suo amico e via nelle strade dove c’è sempre qualcuno che ha la necessità anche solo di una parola, una carezza, di un sorriso. Del suo sorriso. Quando celebrava messa, alzava l’Ostia tanto in alto che pareva dovesse alzarsi anche lui, magnifica figura ascetica e unica, dall’altare chiedeva conferma per gli appuntamenti della parrocchia ai partecipanti dell’assemblea… e si divertiva. Tanti ora lo piangono, chi lo ha conosciuto bene, chi solo lo incrociava per strada o chi ha letto del suo modo di vivere. La pace era con lui, il Vescovo Cantoni ieri sera nel rosario a suffragio della sua anima ha detto:” Credo che don Roberto sia stato un prete felice, un Santo della porta accanto”, lui che era così umile che non si rendeva nemmeno conto di quanto fosse grandioso quello che faceva tutti i giorni. Auguriamoci che dal posto che sicuramente occupa da ieri nel Paradiso dei Giusti, aiuti tutta la sua città a non cadere preda di anacronistiche rivalse e strumentalizzazioni che mai avrebbe voluto. Per il mondo del volontariato siamo convinti che don Roberto abbia rappresentato l’esempio da seguire: donare sempre a chi ne ha più bisogno e senza preoccuparsi di null’altro se non di chi è in difficoltà e ci sta chiedendo aiuto. Grazie per avere occupato un posto nelle nostre vite, grazie per tutti gli ultimi che hai aiutato, grazie per noi che non ti dimenticheremo
Di seguito troverete l’articolo pubblicato dal giornale della diocesi di Como
Regione Lombardia ha emesso la circolare n. 8 del 2 luglio 2020 recante specifiche anche in materia di residenzialità https://www.mongolfiera.org/wp-content/uploads/2020/07/Circolare-n.-8-del-2-luglio-2020-1.pdf
Da articolo del 26/5/2020 di Freedamedia.it Daremo Più Importanza Alla Salute Mentale D’Ora in Poi? Recentemente, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ci ha messo esplicitamente in guardia: dopo la pandemia, ci aspetta un’enorme crisi psicologica, se i Paesi colpiti non agiscono e investono sulla salute mentale dei loro cittadini. Le conseguenze dell’incertezza, della disinformazione, dell’isolamento sociale, della perdita di persone care o del calo dei redditi dovuto alla crisi sanitaria ed economica, saranno davvero visibili solo a lungo termine. Siamo psicologicamente preparati a tutto questo? Normalmente, tendiamo ad accettare con più facilità una malattia fisica: ci concediamo di condividere quel che ci accade, esprimiamo ciò che proviamo e chiediamo sostegno ai nostri amici e familiari, senza sentirci in colpa per il nostro disagio. Invece con la salute mentale è diverso. Spesso i disturbi mentali ci provocano vergogna, perché ancora oggi persiste un grande tabù intorno al tema, motivo per cui vi associamo idee sbagliate e stereotipi, che spesso portano chi soffre di problemi psicologici o psichiatrici a minimizzare o nascondere la propria condizione, per evitare di giudicarsi e sentirsi giudicati. Infatti, solo una piccola parte delle persone che ne avrebbero bisogno riceve un trattamento adeguato, e in molti altri casi i disturbi mentali non vengono neanche diagnosticati. A seguito dell’epidemia di COVID-19, però, i media hanno iniziato a parlare più del solito di problemi come l’ansia, la depressione o lo stress, avendo compreso fin da subito che la paura di questa nuova malattia e il distanziamento sociale imposto alla popolazione avrebbero potuto avere un forte impatto psicologico su adulti e bambini. E così è stato, in effetti; nonostante ciò, per molti di noi è stato comunque di grande aiuto il fatto di poter accedere a informazioni specializzate, comprendere e normalizzare il disagio di questi giorni, e di sapere che non siamo soli. È quindi possibile che l’attuale dibattito sulla salute mentale ci aiuti a dare in fututo maggiore importanza al tema, e a conquistare la libertà di parlare apertamente dei nostri problemi? L’impatto psicologico del Coronavirus Negli ultimi mesi, il consumo di ansiolitici è salito alle stelle, le ricerche hanno evidenziato un aumento dei sintomi della depressione e dell’ansia in vari Paesi, e la situazione dovrebbe peggiorare nei prossimi tempi. Il 47% dei medici e delle infermiere canadesi ha fatto richiesta di un supporto psicologico per far fronte al carico di lavoro e allo stress cui sono stati sottoposti in Pronto Soccorso durante queste settimane; e il 50% del personale sanitario in Cina soffre già di disturbi ansioso-depressivi. Ma questo fenomeno non ci è nuovo: durante l’epidemia di SARS nel 2003 a Hong Kong – come riporta questo studio e spiega anche la BBC – si era già registrato un aumento del 30% dei suicidi tra le persone di età superiore ai 65 anni. L’impatto di un’epidemia infettiva ha più conseguenze a livello psicologico di quanto avremmo potuto immaginare. Infatti Dévora Kestel, direttrice del Dipartimento di salute mentale e abuso di sostanze dell’OMS, ha evidenziato un aumento dei dati sul suicidio durante questo periodo. Senza dubbio, è la popolazione più giovane ad essere stata maggiormente colpita, a causa della chiusura delle scuole, della perdita della routine quotidiana, della preoccupazione per la salute e il benessere dei propri familiari e della mancanza di contatto sociale con altri bambini. D’altra parte, le persone adulte, più vulnerabili fisicamente e psicologicamente, stanno avendo difficoltà ad accedere a un intrattenimento televisivo diverso: sono quindi esposte a un costante flusso di informazione (e disinformazione) estremamente negativo riguardo al virus. Questa sovraesposizione può destabilizzare psicologicamente gli adulti e alzare i loro livelli di ansia: l’aumento del numero di decessi, il collasso del sistema sanitario e la necessità di fare il triage per fasce d’età negli ospedali sono tutte informazioni che inviano loro il messaggio che, qualora si ammalassero, avrebbero scarse possibilità di sopravvivere. La responsabilità della salute mentale Sebbene un passo fondamentale per alleviare le conseguenze negative di questa crisi sarebbe quello di sviluppare una gestione più responsabile dei media, l’OMS ha chiesto ai governi di incrementare urgentemente “gli investimenti nei servizi di salute mentale”. La pandemia sta colpendo la salute mentale individuale e collettiva a livello globale e in maniera straordinaria, come avevamo visto accadere in passato solo in occasione di eventi storici come gli attentati dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle, che un decennio fa segnò psicologicamente la popolazione e, sebbene forse in misura inferiore rispetto al Coronavirus, comportò un cambio di paradigma. Il disagio di oggi è il disagio di tutti. Paura, ansia, stress, apatia, tristezza, insonnia o incapacità di concentrarsi sono sentimenti condivisi dalla stragrande maggioranza delle persone in questi giorni. E parlare apertamente della nostra salute psicologica è un passo importante nella normalizzazione dei disturbi mentali – sebbene perché accadesse ci è voluta una pandemia globale devastante. Nonostante l’attenuazione dell’emergenza, la crisi non è finita: continuiamo a convivere con restrizioni, divieti, regole di distanziamento sociale, e ci troviamo di fronte a un futuro economico e professionale incerto, ragion per cui la vera necessità di assistenza psicologica provocata alla pandemia si potrà capire solo sulla lunga durata. Per questo motivo, anche le Nazioni Unite si sono raccomandate di includere la salute mentale nei programmi nazionali di risposta al Coronavirus. Volendo evidenziare la controparte positiva della situazione attuale però, sembra almeno che, nel nuovo mondo che si va configurando, potremo convivere più apertamente e senza pregiudizi con i nostri problemi psicologici.
Como, 4 computer per gli studenti del quartiere di Rebbio Gli educatori del Cag Oasi di Rebbio hanno consegnato quattro computer ad altrettante famiglie del quartiere che ne avevano bisogno perché i ragazzi potessero continuare la scuola da casa con strumenti più adeguati. Le ultime settimane di lezione in questo modo sono state meno complicate per gli studenti che prima seguivano le lezioni solo con il cellulare o con dispositivi inefficaci. Il Centro di aggregazione giovanile – Cag del Comune di Como è lo spazio educativo per ragazzi gestito dalla cooperativa Lotta contro l’emarginazione. A rilevare la necessità di avere un pc da parte di alcune famiglie sono stati i volontari attivati per la scuola online dal Cag e dall’oratorio di Rebbio. I volontari sono una trentina, di diverse età, che hanno in comune la voglia di aiutare in un momento difficile. Grazie al contributo dell’associazione Mongolfiera, un volontario è riuscito a trovare quattro pc e le chiavette per il collegamento a Internet. Dina Mensah, operatrice del Cag, è andata a ritirali e poi li ha consegnati alle famiglie.«Anche se arrivati nell’ultimo periodo dell’anno scolastico, i pc hanno portato a tutti tanta soddisfazione – commenta l’assessore alle Politiche educative Alessandra Bonduri – Questo gesto ha reso la scuola on line più accessibile per le famiglie a cui sono stati consegnati, i volontari sono stati contenti di poter dare una mano e contribuire ulteriormente a sostenere i più piccoli, soprattutto in un momento in cui c’era il rischio di rimanere indietro rispetto ai compagni, e io sono grata a tutte queste persone che hanno saputo mettere insieme le necessità e le disponibilità, nell’ottica di migliorare la realtà di ciascuno». A breve oratorio e Cag incontreranno i volontari on line per valutare in che modo proseguire con l’impegno degli ultimi mesi, e sono già al lavoro per programmare le attività estive per bambini e ragazzi. articolo del 5 giugno 2020 dalla redazione di Como City