Chi siamo

La “Mongolfiera” è un’organizzazione di volontariato che si è costituita nell’anno 2000 e nasce dall’iniziativa di alcuni familiari di malati psichici con l’intento di creare un punto di riferimento per coloro che vivono a contatto con il problema e la sofferenza del disagio psichico. La Mongolfiera nel 2002 ottiene il riconoscimento di associazione iscritta all’Albo Provinciale delle Organizzazioni di Volontariato. Sin dalla sua nascita collabora con il Dipartimento di Salute Mentale e con altre organizzazioni attive sul territorio.

Componenti Consiglio Direttivo 2019/2022

Presidente Tiziano Catolfi
Vice presidente Nicolò Giglio
Segretario Marta Castro Cambon
Tesoriere Fulvia Pilo
Consiglieri Alessandro Nesta

Iscritta con provvedimento N.467 del 15/04/2003 al progressivo N.27 del registro Generale Regionale del Volontariato nella sezione provinciale di Como

Aderisce

  • alla rete URASAM LOMBARDIA
  • al coordinamento PSICHE E IDEE
  • alla Libera Università delTempo ritrovato del San Martino
  • al Tavolo delle Associazioni del San Martino
  • al coordinamentocomascosalutementale

FAREASSIEME
Il termine Fareassieme ben simbolizza un particolare contenuto di questo ‘fare’. Il Fareassieme tra operatori, utenti, familiari e volontari rappresenta un’altra modalità naturale ma complessa dell’agire per affrontare il disagio. In questa particolare esperienza il disagio stesso viene condiviso per promuovere un cambiamento verso una comune condivisione di ben-essere.
Il disagio dell’utente spesso affianca il disagio del familiare davanti all’esperienza del dolore; anche l’operatore (se è onesto e non si nasconde dietro a eccessiva onnipotenza) è portatore di un proprio disagio, quello dell’insuccesso, quello dello sperimentare i limiti della cura che offre, fino all’esperienza frustrante della cronicità. I protagonisti della scena psichica possono decidere di rimanere divisi nel proprio limite o possono favorire un confronto, un incontro per darsi occasioni di costruire percorsi ‘altri’.
Il Fareassieme promuove innanzitutto reciproca conoscenza e quindi allontana dall’ignoranza: l’utente, il familiare, l’operatore e il volontario fanno la conoscenza dell’altro, del punto di vista ‘altro’. Ognuno può esprimere il proprio punto di vista, un’opinione ma anche il proprio malessere per un approccio giudicato errato o una proposta migliorativa per favorire una crescita e un ben-essere condiviso. È proprio quando il momento di incontro del Fareassieme diviene laboratorio di idee e di proposte che il processo creativo trasforma il gruppo in qualche cosa che supera la somma dei fattori. Possono nascere e prendere forma:
• proposte di rinnovamento sia nel servizio sia nella collaborazione • con la comunità locale;
• collaborazioni per promuovere percorsi di sensibilizzazione, di formazione, di prevenzione primaria a livello cittadino;
• coinvolgimento nel lavoro di promozione di salute interno dei servizi;
• condivisione nel promuovere empowerment, recovery, advocacy.
Questa concertazione del Fareassieme presente in ambiti sanitari internazionali e nazionali, diventa una condizione importante per sviluppare una politica di salute mentale di comunità che valorizzi gli utenti dei servizi come protagonisti, i familiari come co-protagonisti del disagio, gli operatori come possibili garanti del processo di cura,
i cittadini (volontari e non professionisti) come vere risorse umane, diversi dall’operatore e dal suo rapporto clinico.

Tratto da:

La psichiatria di comunità in Lombardia
Il Piano Regionale per la Salute Mentale lombardo e le sue linee di attuazione (2004-2012)
A cura di – Mauro Percudani – Giorgio Cerati – Lorenzo Petrovich – Antonio Vita

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